29 maggio 2019

Recensione#114 Il fabbricante di sogni - R.M. Romero

Buon pomeriggio a tutti, come state? Preoccupata di non riuscire a leggere l'ultimo libro della catena letteraria della sfida, ho accellerato un pò e oggi vi parlo di Il fabbricante di sogni di R.M Romero edito DeA Planeta.
Colpita dal titolo e dalla copertina ho deciso di buttarmi a capofitto su questa lettura e mai, dico e sottolineo MAI avrei immaginato di ritrovarmi a leggere un libro sull'Olocausto, gli Ebrei, il Nazismo, Hitler. Un magnifico capolavoro che con dolcezza e magia racconta la crudeltà di quegli anni.

Il libro che sembra quasi una favola per adulti racconta la storia di Cyryl Brzezick, il Giocattolaio di Cracovia con una gamba di legno, reduce della Prima Guerra Mondiale, che nel 1939 da vita nella sua bottega polverosa a Karolina, una bambola di legno che parla e ha un'anima, giunta sino a Lui dal la Terra delle Bambole dove dei malefici ratti hanno preso il comando. 

Cyryl e Karolina, fanno amicizia con Jozef Trzmiel, un violista ebreo, e la sua bimba Rena. Il signor Josef ha commissionato al Giocattolaio, per il nono compleanno della figlia, una bellissima casa delle bambole compresa di bambolina simile il più possibile alla figlia.

Tutti sembrano essere felici e sereni quando il Nazismo arriva in Polonia minacciando gli Ebrei e privandoli di tutto.  Il Giocattolaio pur essendo tedesco per metà, non intende abbandonare per nessun motivo i suoi nuovi amici mettendo egli stesso in pericolo.

Leggendo il primo capitolo ho pensato:"l'autrice ha rivisitato un grande classico Disney?", ho paragonato il Giocattolaio a Geppetto e Karolina a Pinocchio...ovviamente non avevo letto la trama e quindi iniziato la lettura affidandomi solo al titolo e copertina. Più però andavo avanti con la lettura, più ne ero affascinata, incuriosita e colpita emotivamente, tanto da dover fare delle brevi pause tra un capitolo e l'altro per assimilare il tutto e riflettere.
«Puoi annientare una persona, Karolina, ma cancellare la sua storia è molto più difficile. Nessuno smette davvero di esistere finché la sua storia continua a vivere.»
L'autrice, R.M Romero, è riuscita a raccontare la cruda realtà, pur non girandoci intorno con frasi o termini "addolciti" in un modo fantastico, surreale, magico...esattamente come il Giocattolaio. Una trama originalissima, per nulla scontata pur leggendo il vero. Una storia tristissima che colpisce anche gli animi più duri e corazzati. Una storia che non deve essere assolutamente dimenticata per evitare di ripetere tutto ciò.

I personaggi sono pochi ma essenziali e descritti dettagliatamente, non sto parlando solo di descrizione fisica ma caratteriale e sentimentale. L'autrice ha dato un'anima anche ad un giocattolo, secondo me proprio per identificare l'importanza che può avere un banale oggetto in determinate circostanze. Ho amato tutti, perché mentre leggevo io non vedevo solo Cyryl, Karolina, Jozef e Rena, ma tutte le vittime che hanno vissuto sulla loro pelle quelle terribili ingiustizie. Purtroppo tutti sappiamo cosa è successo in quelli anni.
Il gesto compiuto dal Giocattolaio è qualcosa di commovente ed eroico, poteva essere banale, facilmente intuibile e invece non lo è stato, o meglio non lo è stato il modo in cui ha compito il gesto.
«Magari non riusciremo ad aiutare la mia gente, ma ciò non vuol dire che tu abbia perso la tua magia, né che io abbia sprecato il mio tempo in questo mondo» disse la bambola. Più parlava, più le sue parole suonavano vere. «Hai salvato Rena e quei bambini, e io ti ho aiutato. Forse è questo che dovevamo fare insieme.»
Il Giocattolaio alzò il capo e rise. Fu un suono pieno, gioioso che sembrò farsi strada attraverso la sua stanchezza. «La magia è una cosa strana» commentò. «Non assume mai la forma che ti aspetti.»
Il racconto si sviluppa principalmente e Cracovia, la città al Sud della Polonia. L'autrice è stata bravissima a far capire le trasformazioni subite "prepotentemente" a causa dell'esercito Tedesco e le reazioni e scelte degli abitanti avvenute un po' per terrore e un po' per scelta.
La magia, ha reso tutto più dolce e leggero.

Il libro è narrato in terza persona e ho amato il parallelismo che si alterna con la guerra che si scatena anche nella Terra delle Bambole a causa dei ratti, che possono essere identificati benissimo con le SS, definiti da Karolina, gli stregoni. Leggendo separatamente ciò che succede nei due mondi, si può dar vita benissimo a due libri. Lo stile è semplice e diretto, la lettura scorrevole e toccante.

INGLESE vs ITALIA
The Dollmaker of Krakow (Il produttore di bambole di Cracovia), suona meglio in inglese che la traduzione letteraria in italiano, è il titolo originale del libro. Personalmente trovo appropriati entrambi, anche se Il fabbricante di sogni è più magico. Le cover belle entrambe, stile diverso ma molto azzeccate.

Il finale è qualcosa di triste e indescrivibile, purtroppo in questo spaccato di storia non poteva essere diversamente. Una lettura che non lascia indifferenti e che tutti, ragazzi e adulti dovremmo leggere. Le scuole potrebbero benissimo proporlo come lettura alle assemblee straordinarie dedicate alla Giornata della Memoria.
Ho dato il massimo della mia valutazione perchè oltre ad essere attratta dalla trama (letta solo a fine libro),  mi ha sorpreso. mi ha sorpreso come l'autrice sia riuscita dolcemente a raccontare la crudeltà. Consigliatissimo a tutti.

6 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto moltissimo, e il finale molto toccante... bello bello!
    Sono contenta che sia piaciuto anche a te <3

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    1. Hei simo...si molto bello. Mi ha sorpreso, l'ho iniziato senza leggere la trama quindi mi aspettavo qualcosa di smielato e romantico invece è stata una lettura micidiale, in senso buono. Amo il genere e merita tutte le stelline date!

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  2. Lo leggerò sicuramente prima o poi!

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  3. Ciao, mi sembra un libro molto interessante e la cover mi piace molto, è una delle poche occasioni in cui la cover italiana mi piace di più di quella originale!

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    1. Grazie Ombretta per essere passata...te lo consiglio, è un bel libro!

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