31 marzo 2019

Recensione#98 Il gioco del dolore - Morticia Knight

Buona Domenica lettori della clessidra...ultimo giorno di Marzo e concludo con una recensione. Ho richiesto alla casa editrice Quixote Edizioni di poter leggere Il gioco di dolore di Morticia Knight, pubblicato appena qindici giorni fa. Purtropo non ho letto i primi due episodi della seria Play, ma credo che a tempo perso non mi è difficile recuperare.

Terry e Phil sono sub e dom pronti a vivere un rapporto BDSM in maniera totale. Phil fa da Master al suo ragazzo che ha ancora tanto da imparare ma ha già scoperto un senso di pace e di soddisfazione che non sapeva di poter provare. Quando Terry confessa al suo dom di essere pronto al passo successivo, Phil decide di esplorare alcuni dei limiti negoziabili del suo sub riguardo al dolore. Questo farà avvicinare non solo Phil e Terry, ma anche i loro amici: Master Gerard e Marco, il suo ragazzo.

Per leggere questo genere di libri sono del parere che si deve essere di mentalità molto aperta e non avere pregiudizi. Se si è un minimo schizzinosi, lettori belli chiudete pure e andate oltre.
Come scritto prima questo è il terzo volume di una serie e facendo veloci ricerche in rete ho capito che i primi due volumi sono incentrati sulla crescita del sentimento tra Terry e Phil e l'avvicinamento, soprattutto da parte di Terry al Bdsm. In questo terzo episodio, l'autrice si concentra sull'evoluzione del rapporto dom/sub fino ad arrivare ad usarlo come stile di vita 24/7
«Quindi, stavo pensando...» Dannazione, metti in fila le parole. «Stavo pensando che, d'ora in poi, potremmo non recitare più nessuna scena. Che potremmo essere Master e sub a tempo pieno e basta.»
Il romanzo ruota solo ed esclusivamente sui due personaggi principali che sono descritti benissimo, soprattutto dal punta di vista psicologico, fondamentale tra l'altro per capire meglio il rapporto di fiducia che c'è tra Terry e Phil ma anche in generale in questo tipo di rapporto. Il mio preferito è stato il sub, Terry, sono riuscita a entrare più in sintonia col suo personaggio, invece Phil, il suo Master non mi ha coinvolto più di tanto. Non so dirvi esattamente il perchè io mi sia legata virtualmente più ad uno anzichè all'altro, ma so che nel mio incoscio qualcosa è successo. I personaggi secondari, i due amici della coppia, Master Gerard e il suo sub Marco, nonostante appunto siano figure secondari, secondo me ricoprono un ruolo anch'esso importante soprattutto per Terry e Phil. Avrei preferito leggere di più su Marco, magari l'autrice approfondirà successivamente in qualche altro episodio.

Il tutto si svolge in un ambientzione non proprio definita, qualche location adatta al bdsm e alle rispettive dimore...vengono citate raramente e non descritte dettagliatamente quindi non sono riuscita a creare nella mia mente un luogo consono alla situazione, diciamo che ho immaginato un appartamentino più easy rispetto a quello dell'amato Mister Gray..capite a me!

La lettura è scorrevole, mai volgare nonostante le scene spinte e molto curiose e provocanti. Non conoscevo l'autrice e mi piace il suo stile, il suo modo di esprimersi e raccontare situazioni non all'ordine del giorno. Credo anche che Morticia Knight sia molto peprata sull'argomento e tanto di cappello per aver avuto la bravura e la maturità nel parlarne in modo naturale e per nulla scandaloso.
Ho accettato di leggere questo romanzo perchè io in primis sono attratta da ciò anche se non comprendo appieno "l'esigenza" di arrivare ad intraprendere un rapporto sub/dom come stile di vita. Ho fatto delle ricerche e ho avuto modo di confrontarmi anche con persone che praticano il Bdsm, chiedendo a loro proprio ciò che non comprendo e come risposta ho ricevuto "se mentalmente non sei nè l'uno nè l'altro, è difficle da capire", così ho più aperto bocca e continuato la lettura del libro.
Il romanzo nonstante sia un erotico, tratta comunque di argomenti importanti come la fiducia, l'amicizia, il rispetto e la protezione. Per lasciarsi andare al bondage deve esserci una base di fiducia inestimabile, è difficile abbandonarsi al dolore e se vogliamo dirla tutta all'umiliazione senza fidarsi ciecamente del proprio Master. Ho apprezzato molto anche il rapporto di amicizia/amore tra i due amici sub e i due dom anche se non capisco (son molte le cose che non capisco, lo so!) come non può esserci gelosia a far assistere a degli sconosciuti, anche se considerati amici, all'orgasmo del proprio partner anche se sottomesso. Impossibile da spiegare, per me, anche il forte senso di protezione che hanno i master verso i loro sub, in tutte le coppie è normale che ci sia una sorte di protezione ma tra loro è proprio eccessiva ed eccentuata.
La resistenza all'idea di accettare un boccone di zuppa, un pezzo di pane o una forchettata di insalata era sparita. Non anticipò mai le mosse di Phil, nè cercò di aiutarlo a svolgere il suo compito. Si abbandonò totlmente alle sue cure.
Il finale mi ha deluso un pochetto, l'ho trovato incompleto e frettoloso. Ho arricchito il mio vocabolario con nuovi termini fino ad ora sconosciuti. La cover non mi è piaciuto molto, avrei interpretato in altro modo...un collare, una candela, insomma qualcosa di più inerente a ciò che ho letto.
La lettura è stata piacevole ma non mi ha coinvolto del tutto. Consiglio comunque la lettura a tutti coloro che amano il genere e non hanno grandi pretese. 

2 commenti:

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